Da diversi mesi ormai, il mio vicino di casa ha posizionato un cartello che avrà fatto rivoltare nella tomba il povero Nicola Zingarelli (il papà di dell'omonimo Dizionario della lingua italiana).
Ogni mattina ci passo davanti, lo guardo e non so se ridere o incazzarmi.
Non so per quanto ancora riuscirò a non cedere alla tentazione di prendere un pennarello rosso e posizionare la povera R abbandonata chissà dove e chissà per quale motivo.
Non garantisco nulla.
Potrei farlo anche domani mattina mentre mi reco al lavoro o forse sarebbe meglio farlo nottetempo lontana da sguardi indiscreti.
Peraltro in questi giorni mi sento nervosa ed acida, causa colite arrivata da un giorno all'altro senza averla mai conosciuta prima.
Diciamoci la verità. Sopporto con pazienza i miei malanni cronici, quasi mi ci sono affezionata.
Ma quelli nuovi che arrivano così improvvisamente mi fanno un po' girare le palle.
Semplicemente mi sono svegliata una mattina con una pancia gonfia come un pallone, una pancia che non avevo manco al quinto mese di gravidanza.
Potrebbe trattarsi di intolleranza al latte (e ai suoi derivati) e allora stamattina mi sono sottoposta al test del lattosio.
In pratica, completamente a digiuno per tutta la mattina, ho dovuto bere un composto schifosissimo che aveva lo stesso sapore del latte.
Probabilmente a qualcunaltro sarebbe piaciuto e l'avrebbe gradito come colazione, ma non io.
Io detesto il latte da quando avevo circa 7 anni. Non ne sopporto l'odore. Al mattino appena sveglia non ne posso sopportare nemmeno la vista.
Ma ormai è andata, è perfettamente inutile lagnarsi. Non mi resta che aspettare i risultati.
- 11:55
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