mercoledì 31 agosto 2011

La mia prima esperienza in uno studio legale

Mi sono laureata in giurisprudenza nel lontano 2003, immediatamente dopo ho iniziato la pratica forense (una sorta di tirocinio obbligatoriamente previsto per chi vuole diventare avvocato) presso un piccolo studio legale.
Il titolare era un avvocato sessantenne, di statura bassa, con pochi capelli e la pancetta che sbordava dai pantaloni.
Dalla sua bocca fuoriscivano costantemente, durante qualsiasi orario della giornata, degli odori molto sgradevoli.
L'alitosi di cui soffriva era talmente pesante da impedirmi di trascorrere troppo tempo nelle sue vicinanze. Per tutelare il mio stato di salute, limitavo pertanto la condivisione dei locali allo stretto indispensabile.
Tutto sommato era una brava persona ma mi metteva molta tristezza. 
Era sposato ma non andava d'accordo nè con la moglie, nè con i figli.
Tra i libri di testo giuridici nascondeva una copia del libro "Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire" di Melissa P.
Più volte l'avevo visto guardare in adorazione il sedere impertinente della mia collega e raccontava fiero di averla più volte sessualmente posseduta in sogno.
Lei pareva felice di ascoltare questi racconti, emetteva un gridolino "oh, ma avvocato...ma cosa sta dicendo" ma si vedeva chiaramente che traeva gratificazione dall'essere la protagonista indiscussa delle sue fantasie sessuali. 
Lei trascorreva quindi le giornate ad ascoltare i racconti erotici dell'avvocato mentre, in assenza di quest'ultimo, si dedicava alle sue amiche parlando con loro al telefono. Di lavorare, per carità, non ne voleva proprio sapere.
Toglieva le scarpe, appoggiava i piedi sulla scrivania ed alzava la cornetta del telefono. Era perfettamente in grado di discorrere per oltre un'ora con ciascuna delle sue amiche.
Nel frattempo, i miei polmoni erano costretti ad inalare il fumo delle sigarette che si accendeva una dietro l'altra.
Gli argomenti preferiti? Naturalmente scarpe, vestiti e uomini ... ma quello che mi sconvolgeva di più è che poteva commentare per ore intere e con una notevole dovizia di particolari la puntata precedente del programma "Uomini e Donne" di Maria De Filippi.
Che fine abbia fatto questa ragazza non saprei...dicono che sia riuscita a diventare avvocato ma non abbia mai davvero esercitato la professione e che ora si sia anche cancellata dall'Albo.
Chissà come mai...

lunedì 29 agosto 2011

La nostra relazione démodè: quando il matrimonio non è la tomba dell'amore

La relazione coniugale tra me e mio marito può definirsi "démodè".
In barba alle attuali catastrofiche statistiche, io e mio marito stiamo insieme da 12 anni e il nostro matrimonio (che dura da tre anni e mezzo) non ha mai conosciuto alcuna crisi.
Eccoci qui nel giorno del nostro matrimonio:

E' stato davvero il giorno più bello della mia vita (insieme, ovviamente, a quello della nascita della mia bambina). Eravamo felicissimi, non abbiamo fatto altro che ridere e baciarci per l'intera giornata.
Ed oggi?
Beh, oggi ci amiamo come il primo giorno. Anzi, no...non è vero: ci amiamo molto di più.
La passione è quella di una volta, ma oggi c'è una complicità tale da permetterci di capirci con un solo sguardo.
Io sono parte di lui, lui è parte di me. Siamo l'uno la continuazione dell'altra.
Agli occhi degli invidiosi appariamo certamente come monotoni e del tutto fuori moda.
 Non ci ubriachiamo, non facciamo tardi alla sera, non andiamo in discoteca da tempi immemorabili e non ci cornifichiamo.
Le arpie mi chiedono come faccio ad essere così sicura che lui non mi abbia mai tradito. Lo so e basta, fine della storia. Potrei metterci la mano sul fuoco, senza alcuna esitazione.
Chi ci conosce davvero e ci vuole bene sa che il nostro amore è completamente pulito.
Siamo la dimostrazione vivente del fatto che il matrimonio non è (sempre) la tomba dell'amore.

Quando la volgarità entra in Tribunale

 Nei corridoi del Tribunale si mormora che, non molto tempo fa, un Ufficiale Giudiziario di sesso femminile, infastidita dal vociare degli avvocati posti al di fuori della sua stanza, abbia urlato a squarciagola: "Adesso basta, state zitti...è anche una settimana che non scopo con  mio marito".

Leggenda metropolitana? Bufala inventata da qualche avvocato burlone?
Mah, conoscendo l'Ufficiale Giudiziario in questione, direi che l'aneddoto sopra raccontato possa corrispondere a verità....
Spero di non aver turbato nessuno, ma ogni tanto mi piace somministrare queste






sabato 27 agosto 2011

L'anno nuovo inizia a settembre

Stanno trascorrendo inesorabilmente gli ultimi giorni d'agosto ed io già avverto nell'aria la fine dell'estate.
Se mi concentro bene, nonostante le temperature gradevoli,  sento il profumo e i rumori dell'autunno.
Sta per iniziare un nuovo anno.
No, non sto impazzendo. E' che per me è così...per me l'anno nuovo inizia a settembre, non a gennaio.
E' sempre stato così...vi ricordate quando andavate a scuola? L'anno iniziava sempre a settembre.
Ecco, per me è tuttora così.
Del resto, è settembre il mese dei buoni propositi, dei bilanci e dei progetti.
Da sempre settembre è il mese che suscita in me entusiasmo e malinconia al tempo stesso.
Entusiasmo perchè ho tanta voglia di fare, di migliorare, di impegnarmi per raggiungere grandi obiettivi.
Malinconia perchè stanno terminando le tanto bramate vacanze e le giornate soleggiate.
A breve arriveranno quelle tristi giornate grigie che solo la pianura padana sa regalare ma, poco dopo, ci abitueremo anche al colore plumbeo dell'autunno.
I buoni propositi ed i progetti per l'anno che verrà sono molti, sarà meglio che io raccolga bene le idee e stili una mia personalissima "to do list".
Anzi, serviranno due liste distinte: una per le attività di mamma e moglie e l'altra per le attività lavorative.
Eventuali suggerimenti saranno certamente graditi.

Il Corredo per l'asilo

 La Direzione didattica dell'asilo che frequenterà la mia Birri-Birri ha reso nota la lista del corredo necessario.

Eccola:
1.        Salvietta con fettuccia con nome e iniziale del cognome.
2.        N° 3 bavaglie settimanali con elastico con nome e iniziale del cognome.
3.        Lenzuolo con angoli, cuscino con federa, coperta: tutto con nome e iniziale del cognome.
4.        Sacchetto di stoffa da lasciare in casella per riporre bavaglie e salvietta con nome e iniziale del cognome.
5.        Cambio completo: intimo (body o canottiera e mutandine); maglietta; pantaloni; calze.
6.        Calzini anti-scivolo.
Viene inoltre specificato che chi abbia necessità può portare succhiotto e biberon e che è consigliato un abbigliamento comodo, ad esempio la tuta.




La prima agenda delle mamme

Il 1 settembre 2011 esce in tutte le librerie e cartolerie la "prima agenda delle mamme" edita da Edicart.
Di seguito vi trascrivo parte delle informazioni che trovate sulla pagina Fan di Facebook aperta dalle autrici dell'agenda.

"Lunedì insopportabile? Mercoledì insormontabile? Venerdì irraggiungibile? Da settembre cambia tutto: c’è l’agenda delle mamme! Le mamme di oggi, quelle che volano da un impegno all’altro senza fermarsi mai. Per 365 giorni. Tutto l’anno.
E’ un’agenda perenne (da settembre ad agosto). Su ogni pagina tanti suggerimenti, cosa fare con i più piccoli, ricette veloci, cura di sé, frasi “strappasorriso” dei bambini, eco-consigli, uno spazio libero da riempire... e molto di più. Con lo scopo di salvaguardare e alleggerire ogni singolo minuto della giornata delle mamme di oggi. Niente tabelle con fusi orari o scadenze del commercialista, ma spazi utili o da re-inventare. Le giornate sono divise a metà, proprio come quelle delle mamme, una metà per il lavoro fuori casa e una metà per il lavoro in casa. Ogni giorno una crocetta da mettere su uno dei tre smile per scoprire a fine mese... come va’. Ogni mese contenuti diversi da riempire: la “to do list” dove inserire le proprie cose da fare (cancellabili, delegabili o rimandabili), la lista dei ristoranti baby friendly, buoni propositi per il nuovo anno etc.
“Abbiamo progettato l’agenda che da mamme avremmo voluto – commentano le autrici Cristina Perrotti e Simona Rivelli - un prodotto che ci somigliasse e che ci sostenesse nel nostro “lavoro” di mamme, ma che allo stesso tempo ci ricordasse ogni giorno di non trascurare la donna che è in noi. Un prodotto con dei contenuti, ma anche con degli spazi liberi da re-inventare, perché ciascuna donna è unica e unico è il modo in cui riesce a conciliare i diversi ruoli.”

Le autrici
Cristina Perrotti, progettista della comunicazione lavora nel settore da 17 anni: progetti per l’editoria, format per la TV, documentari, strategie per l’internet. Mamma di un bambino di 7 anni è l’allegra autrice del blog “Amorevolissimevolmente” (amorevolissimevolmente.wordpress.com).
Simona Rivelli, scrittrice e sceneggiatrice, è laureata in sociologia e appassionata di terapie naturali. È madre di due bambini di 7 e 9 anni e autrice del blog “Mai più senza rossetto” (maipiusenzarossetto.it).
Per Edizioni Red Cristina e Simona hanno scritto SOS Mamma, un ironico manuale ricco di consigli per mamme super stressate."

Da vera appassionata di agende, calendari & Co penso proprio che la comprerò.



venerdì 26 agosto 2011

Siamo tornate!

Ritorno dopo diversi mesi, ma questa volta con maggiore convinzione.
Sta finendo l'estate (e con essa il caldo torrido).
A breve riprenderò a lavorare a pieno regime.
Il prossimo 5 settembre la mia "Birri-Birri" comincerà la sua avventura all'asilo.
Eh, sì...io e mio marito abbiamo deciso di mandarla all'asilo almeno al mattino e l'abbiamo iscritta alla Sezione Primavera della Scuola Materna del nostro paese.
Penso che sia superfluo dirvi che sono agitata..la piccolina non avrà nemmeno 2 anni quando inizierà l'asilo e la paura che possa soffrire mi accompagna quotidianamente.
Ma vedo che è una bambina molto socievole, ama stare con i bambini e riesce già a comunicare piuttosto bene avendo un vocabolario assortito.
Che dire? Non ci resta che sperare in bene...vi terrò informati!



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